
Le Olimpiadi mi sono sempre piaciute. Ogni 4 anni è il mio appuntamento fisso con lo sport e - perché no - con le cerimonie di apertura e chiusura. I siti delle gare gremiti di spettatori, i colori delle bandiere delle diverse nazioni, i sorrisi e le delusioni degli atleti, lo spirito di competizione ma anche di unione.
I Giochi Olimpici moderni vennero istituiti nel 1894 per promuovere la comprensioni tra le nazioni attraverso la competizione sportiva. Ancora prima, nell'antica Grecia i giochi rappresentavo un momento di tregua in cui le guerre venivano sospese.
Ma ci sono anche i lati oscuri dei Giochi: doping, irregolarità, interessi politici ed economici, attentati. Berlino 1936, Monaco 1972, Seul 1988, per citare forse le più famose al negativo.
Dovremo aggiungere anche Pechino 2008 a questa lista nera?
Spero di no, ma a quanto pare la Cina si sta impegnando per fare in modo che questo avvenga. Abbiamo tutti davanti agli occhi le immagini degli scontri in Tibet, della violenza fisica e ideologica, delle ignorate richieste di dialogo, della freddezza con cui il governo cinese tenta con ogni mezzo la sottomissione e la repressione totali di un popolo.
Diritti civili violati, censura, un'economia aggressiva e una crescita industriale totalmente irrispettosa delle problematiche ambientali: questo è lo scenario che accoglierà le Olimpiadi di quest'anno, realtà che le autorità cinesi faranno di tutto per abbellire e falsificare, fino a trasmettere un'immagine perfetta e irreprensibile (e soprattutto vuota) della loro potenza e supposta correttezza.
Mancano pochi mesi all'inizio dei Giochi. Il mondo politico occidentale sta a guardare senza fare nulla, schiacciato da interessi politici ed economici ancora una volta più forti della vita stessa.
Il resto del mondo occidentale e non solo, invece, non si accontenta di stare a guardare.
Amnesty International ha creato una campagna mondiale per chiedere il rispetto dei diritti e della libertà.
Creativi di tutto il mondo hanno creato loghi alternativi delle Olimpiadi di Pechino e altre opere di protesta contro il governo cinese.
Sono sole due esempi di voci fuori dal coro delle istituzioni e dei governi. Voci da tutto il mondo che chiedono da anni il rispetto dei diritti civili basilari, l'apertura al dialogo e al confronto rispettoso.
Richieste che molti di noi sperano ancora di vedere in parte realizzate in occasione delle Olimpiadi e anche dopo la cerimonia di chiusura.

Info articolo e foto

- Per saperne di più:
» Amnesty International Pechino 2008
» Osocio Beijing Olympics
» Bring Tibet to the 2008 Games
- Credits:
» Image by Osocio.org
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