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    Una dichiarazione per la vita

10 dicembre.

Vi dice qualcosa questa data? Per molti di noi non è nient'altro che un lunedì come tutti gli altri, alle prese con la scuola, il lavoro, la spesa, i figli e gli acquisti per Natale. Tuttavia questa data porta con sé un significato ben più profondo.

Il 10 dicembre 1948 venne approvata la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, un testo importantissimo e fondamentale per il mondo intero. Per la prima volta nella storia, si sono riconosciuti i diritti basilari di ogni singolo individuo, senza alcuna distinzione di razza, sesso o religione. Lungi dall'essere un trattato astratto e filosofico, questo testo ha segnato profondamente lo sviluppo delle politiche mondiali, ispirando costituzioni, leggi e trattati internazionali.

Frutto della volontà di non ripetere più gli orrori della Seconda Guerra Mondiale, e di tutelare la dignità e l'integrità di ogni essere umano, la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani rimane un testo attualissimo, troppo spesso ignorato e dimenticato. Lo dimostrano le oltre 150 guerre dal 1948 ad oggi, con milioni di morti, rifugiati e perseguitati; i milioni di persone che ancora oggi muoiono di fame; le vittime di abusi, violenze e discriminazioni. La lista potrebbe continuare all'infinito, fino a nominare uno per uno gli oppressi, i morti, gli scomparsi. Assuefatti ormai alle crude immagini trasmesse in televisione, troppo spesso ci dimentichiamo che le figure che vediamo non sono comparse di un film, ma persone vere, reali, esseri umani come tutti noi.

Dicembre vuole da sempre essere un mese di gioia e serenità, dedicato agli affetti, alla famiglia, trascorso in spensieratezza tra regali, cene e feste. Non possiamo però chiudere gli occhi, abbagliati dalle luci, dagli addobbi e dai regali. Il nostro pensiero questo mese va ancora una volta a tutti coloro che sono vittime di soprusi, di guerre assurde, a coloro che non possono godere di quei diritti sanciti 49 anni fa. Ogni guerra è assurda, ogni violenza e abuso ingiustificati. L'obiettivo fissato da quei diritti è ancora lontano dall'essere realizzato, la strada verso la convivenza pacifica e il rispetto reciproci sono ancora troppo spesso un miraggio.

Tra un regalo e l'altro, questo mese prendiamoci un po' di tempo e dedichiamolo alla lettura di questo importante documento. Ricordiamoci del valore di quelle parole, di quei concetti. Anche se non siamo noi a scrivere le leggi, a decidere se sganciare una bomba, a firmare una condanna a morte. L'indifferenza è peggio di tutto questo.

 

INFO AUTORE

Scritto da Marta, dicembre 2007

Credits: Photo by emma_bcn

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