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Bolle, bolle di sapone volano lontano, chissà dove, in ogni direzione. Piccole grandi bolle di sapone libere e leggere. "Volate, volate lontano", sussurra il piccolo Luca, gli occhi castani fissi sulle delicate sfere di sapone che si colorano di un alone ora azzurro, ora arancione.
Volteggiando verso l'alto il piccolo Joniel ricambia il sorriso del bambino e lo osserva allontanarsi, mentre la brezza del vento lo trasporta sempre più in su e le altre bolle di sapone gli danzano intorno.
"Ehi, scusa!", tenta di gridare al piccolo, ma la sua voce si perde nel vento.
"Su, vieni con noi! Gioca!", lo incitano le altre bolle allegre.
"Voi avete capito che cosa ha detto quando vi ha soffiate in cielo?", chiede loro speranzoso. Le bolle ridono: "Detto? Perché ha detto qualcosa? Forse quella che hai sentito era la voce del vento!"
Ma Joniel sa che non è così: quel bambino gli ha sussurrato qualcosa prima di lasciarlo volare libero nel cielo. E lui vuole sapere cosa.
"Ti prego amico vento lascia che io raggiunga quel bambino", lo prega Joniel, la piccola bolla di sapone.
"Dimenticalo e segui le altre bolle. Le parole degli umani non sono cose per te", brontola il vento.
Ma Joniel è una bolla testarda: il vento lo spinge in su e lui volteggia in giù; il vento lo dirige verso sinistra e lui è tutto teso verso destra.
"Scusa!", grida nuovamente Joniel rivolto verso il bambino.
Nulla. Il bambino sembra non sentirlo. Joniel lo vede sedersi sui gradini davanti alla porta di casa, in attesa. "Bambino, per favore, ripeti quello che hai detto! Ho bisogno di saperlo…". Ma Luca non presta attenzione alla piccola bolla di sapone che ancora volteggia sopra di lui, mentre le altre sono già lontane.
Joniel lotta per non lasciarsi trasportare anch'egli lontano.
"Ciao Sara!", saluta d'un tratto Luca, felice: sua sorella è finalmente tornata da scuola. Si alza e le va incontro sorridente.
Sara fissa i ciottoli davanti a lei e sembra non accorgersi del fratellino. Lo guarda di sbieco, gli fa un cenno col capo e prosegue senza fermarsi.
Sopra di loro, a qualche metro, la piccola bolla Joniel continua la sua strenua lotta contro il vento dispettoso.
"Smettila di lottare, tanto non ti servirà a nulla conoscere le parole di quel bambino!", lo sgrida il vento, irritato dalla sua ostilità. Ma Joniel insiste, non si vuole arrendere.
Sotto di lui Luca si è fatto tutto rosso in viso e sta domandando timoroso: "Sei di nuovo felice, adesso?"
Sara si volta, lo sguardo interrogativo. "Felice di cosa, scusa?", gli domanda seccata.
"Ma io credevo…", Luca abbassa gli occhi deluso. Sara lo ignora e fa per salire i gradini.
In quel momento il vento, ormai stanco di quella bolla insolente, decide di soffiare più forte, ma Joniel gira ancora una volta su se stesso e si trova a pochi centimetri dalla ragazza di nome Sara.
Il vento soffia e lui lo respinge con tutte le sue forze: sembra impegnato in una danza tutta pazza e scoordinata.
Ad un tratto la ragazza solleva gli occhi perplessa e il piccolo Joniel le passa accanto sfiorandole la punta del naso. Sara osserva la bolla di sapone che danza nel vento e si tocca il naso stupita. Poi, quasi senza accorgersene, sorride rivelando un luccichio metallico tra i denti. Scuote la testa divertita e rientra in casa.
Joniel, ormai sfinito, decide di arrendersi: purtroppo, pensa triste, non saprà mai che cosa gli aveva sussurrato quel bambino.
Ma ecco che, proprio in quel momento, Luca si volta, sfodera un sorriso a cento denti e fa a gara con il vento per raggiungere la piccola bolla ormai lontana: "Grazie!", bisbiglia felice.
"Grazie per cosa?", mormora confuso il piccolo Joniel.
Il vento ride di gusto: "Ti aveva chiesto di far volare lontano la tristezza di sua sorella", gli rivela bonario.
"Chi? Io? Ma è una cosa che non sono capace di fare!", si rammarica il povero Joniel rattristato.
"Peccato che tu lo abbia già fatto!", lo contraddice il saggio vento. "Sua sorella era triste a causa dell'apparecchio ai denti che è costretta a portare. E non sorrideva più. Senza saperlo tu sei stato capace di fare quello che non credevi di poter fare".
"Davvero?!", domanda Joniel meravigliato, gli sembra una cosa incredibile: lui è solo una piccola bolla di sapone! Ma a quanto pare piena di risorse!
Info Racconto

- Racconto scritto da Lara, 2004
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