Laboratorio di Scrittura³:HOME > Immaginazione > Racconti > Storie intimiste > La promessa
Tutto è silenzio. La neve cade soffice, ma insistente. Un manto candido ha ormai coperto l'intero quartiere. Fa molto freddo.
Poche luci illuminano le vie che conducono ad ogni abitazione. Tutto è silenzio.
Una porta viene aperta con violenza. Grida. Rumori forti riempiono l'aria silenziosa.
"Puttana! Fai quello che ti ho detto se non vuoi che ti faccia a pezzi a forza di botte"
La porta viene sbattuta con veemenza. Il silenzio cala nuovamente sul quartiere.
Un mormorio sommesso. Un corpo di donna sul terreno ghiacciato. Le mani a coprirsi il viso in lacrime. Singhiozzi soffocati da un dolore troppo intenso. Lacrime di una ragazza ancora giovane, una ragazza sola e terrorizzata.
L'odio, il ribrezzo hanno ormai lasciato il posto alla paura, alla rassegnazione.
"Non puoi uscirne, non puoi." Anche le lacrime le sono ormai difficili da versare. I lividi le impediscono ogni più semplice azione. Ormai tutto per lei è una sofferenza, un continuo sopruso.
"Perché lo hai fatto? Perché mi hai abbandonata? Eravamo sorelle, ci eravamo promesse che niente al mondo ci avrebbe potuto dividere e invece... Perché hai deciso di andartene da questo inferno senza di me, perché?", la rabbia contorce tutto il suo corpo, i singhiozzi le procurano fitte dolorose. "Io ti volevo bene, insieme ce l'avremmo fatta, ne saremmo uscite", le lacrime iniziano a scendere ancora più copiose. Il senso di perdita e di avvilimento crescono ad ogni respiro. "Perché?"
"Mamma", la ragazza si volta. Vede il bambino di tre anni che la guarda interrogativo. Cerca di asciugarsi le lacrime, di rialzarsi, ma è tutto un dolore.
"Mamma" il bambino le corre incontro.
"Jamie torna immediatamente dentro casa o ti prenderai un raffreddore", ma il bambino sembra non ascoltarla. Guarda il suo viso e si fa improvvisamente serio.
"Papà ti ha fatto di nuovo male?" La ragazza tenta di trattenere le lacrime che ora sente di nuovo così prepotentemente vicine a inondarle il volto.
"No Jamie, mamma è solo caduta", il bambino non lascia che la ragazza termini la frase. Mette la sua mano in quella di lei. "Mamma, andiamo?"
"Dove piccolo mio?"
"Via dall'inferno, come dicevi tu prima",gli risponde tutto serio il bambino.
La ragazza lo guarda con tenerezza: è ancora così piccolo, ma dimostra un coraggio che a lei forse non è mai appartenuto.
"Dove ti piacerebbe andare Jamie?", il bambino sembra pensarci un po' su, ma poi risponde con decisione.
"In un posto dove la mia sorellina potrà vederti sorridere quando nascerà", la ragazza si sfiora la pancia, il quinto mese e quel bastardo...
Annuisce. "È una promessa Jamie."
Scritto da Lara, 2000
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