Laboratorio di Scrittura³:HOME > Consigli di scrittura > Autostima: una sfida da scrittore

La prima sfida che raccoglie ogni scrittore è diventare un ottimo cercatore di idee, un vero e proprio segugio dell'ispirazione.
Affrontata e superata questa prima sfida, ci ritroviamo con una penna in mano, le dita sulla tastiera, e siamo pronti per affrontare la seconda sfida: noi stessi.
Cosa c'è di peggio di uno scrittore convinto di non essere ispirato? Uno scrittore ispirato convinto di non poter scrivere una storia.
Non ci mancano di certo le idee, ma non sappiamo come organizzarle e finiamo per dar voce ad un unico pensiero: "Non ce la farò mai."
Da quel momento in poi ci lasciamo cadere nell'apatia dello sconforto.
"È tutto inutile."
"Non ho alcun talento."
"Se è tanto difficile forse non ne vale la pena."
Perché la seconda grande sfida per uno scrittore è proprio se stesso? Perché se non crediamo in noi e nelle storie che siamo in grado di raccontare, finiremo per non raccontarle mai.
Se la prima sfida si chiama ispirazione, la seconda è conosciuta come autostima. L'autostima in sé non ci insegna a scrivere, ma spesso una bassa autostima viene scambiata per mancanza di talento.
Per capirne l'importanza è sufficiente osservare chi crede in se stesso: scrive, scrive, scrive. Il talento non si può che giudicare dai propri sforzi e dalle storie che ne nasceranno.
Naturalmente questo non significa che uno scrittore affermato o di talento ami per forza se stesso, ma solo che chi non ha fiducia nelle proprie capacità spesso finisce col rinunciare alla scrittura.
Per scrivere è necessario prendersi cura di sé, nutrire la propria autostima in modo sano e poi buttarsi a capofitto nella terza sfida.
Di per sé l'autostima non garantisce né talento né successo, ma una bassa autostima pregiudica le possibilità di ottimi scrittori emergenti.
Ecco come superare la maledizione del "non ce la farò mai":
Li riconoscete? Qual è il pensiero dettato dall'autostima e quale dalla scrittura? Lasciate perdere i primi, concentratevi sui secondi e continuate a scrivere e riscrivere.
Non spaventatevi se la vostra prima bozza assomiglia ad un accozzaglia di frasi buttate a caso, di situazioni banali e personaggi insulsi. Va bene così, anzi è ancora meglio perché potrete mettere alla prova la vostra creatività: prendete questo, togliete quello, spostate quell'altro, ecc. Non abbiate paura di sporcarvi le mani all'inizio: se volete diventare bravi in qualcosa dovete sudare. Tutti si allenano e si esercitano, sportivi, musicisti, artigiani, pittori… perché pensate che non accada anche agli scrittori?
E voi cosa ne pensate? Come l'autostima influenza il talento di uno scrittore? Quali metodi avete adottato per superare la paura di non saper scrivere bene?
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Inserito il 20 ottobre 2009
L'autostima è il modo d'elezione da utilizzare quando non è conveniente focalizzare una critica su di sé... nella necessità di doversi vendere a sé stessi. Uno scrittore vero non ha bisogno di sentirsi consigliare di scrivere, né di confondersi la coscienza per poterlo fare. Uno "scrittore" per il quale sia un problema la qualità della propria autostima, cosa potrà scrivere di interessante? Avete una visione dello scrivere che si adatta di più al sopravvivere. :)